Il Marchio CE è un Illusione

      Nessun commento su Il Marchio CE è un Illusione

Quando qualcuno compra un macchinario marcato CE, pensa sempre di essere al sicuro.

“Tanto la responsabilità è tutta di colui che vende”

questa è la frase tipica. Questa credenza comune non è affatto vera.

Questo discorso non vale solo per i macchinari industriali, ma anche per prodotti comunemente acquistabili presso supermercati. Il marchio CE indica che il prodotto venduto è sicuro e che qualcuno si assume la responsabilità che tale prodotto non faccia del male a nessuno.

Però, nella maggior parte dei prodotti, il CE è un’autocertificazione. Essendo un’autocertificazione ci si affida alla buona fede del costruttore, rivenditore, distributore e via dicendo. Quindi, non ci sono controlli.

In altre parole, ci si affida alla buona fede di colui che ti vende la macchina. Tuttavia, l’atteggiamento di molti costruttori è molto superficiale in merito a tale questione. Il ragionamento tipico, te lo dico per esperienza vissuta in prima persona nel corso degli anni, è il “si è sempre fatto così, non è mai successo niente, perché dovrebbe accadere a me? Questa sicurezza è esagerata, se l’aggiungo non vendo più la macchina/prodotto!”

Ti faccio l’esempio della cucitrice. “Se metto il para dita troppo grande, la manualità nel cucire viene un po’ penalizzata”. Oppure “Se l’avvolgitore non rende possibile toccare il tessuto, l’operaio non riesce a lavorare bene perché si fermano le grinze e non può mettere le bandierine”

Quindi, capisci come pur di vendere il prodotto, a volte, la sicurezza non è messa in primo piano come dovrebbe?

Però, il CE vale tutto insieme quando si verifica una rogna. Per rogna intendo un’ottima scusa per non pagare, ad esempio. L’utilizzatore che ha comprato la macchina nuova, e che ha pagato uno specialista che gli fa le pulci, ha un’ottima scusa per non pagare il costruttore.

La reazione tipica del costruttore è quella di non rispondere. Lui sta zitto 6/8 mesi facendo utilizzare, intanto, il macchinario a gratis per 6/8 mesi. Questo accade perché il costruttore in primis non ha certezze. Non ci sono controlli, il ministero dello sviluppo economico è lontano, le associazioni di categoria sono un po’ dei ministeri.

Un altro problema per cui esiste la scusa del non pagare è che chi compra una macchina palesemente non sicura, in realtà è complice del produttore. In molti ragionano così:

“compro la macchina cinese poco sicura per risparmiare denaro e la do in gestione all’operaio più esperto, perché son certo che non possa succedere nulla”.

In realtà, l’acquirente è responsabile di controllare che la macchina, almeno palesemente, sia a norma. Non è chiesto all’acquirente di controllare cose non visibili come l’impianto elettrico o il sistema di comando. Il compratore deve prestare attenzione al fatto che, ad esempio, non si possano infilare le mani negli organi di comando o che non esista una lama in grado di recidere le dita.

Esiste infine un terzo problema, la certificazione CE SCADE! Se il costruttore di macchine è una persona seria, lui si basa su delle norme di buona tecnica. Tuttavia, queste norme si aggiornano perché l’innovazione va avanti e non si arresta.

La durata media del CE è di 5/6 anni. Quindi può capitare che tu abbia acquistato una macchina marchiata CE, completamente a posto eh, però magari l’hai comprata da un liquidatore che aveva bisogno di fare cassa o da un rivenditore che l’ha sistemata. Quindi è necessario darle una controllata prima di metterla in servizio, rendendola disponibile ai tuoi dipendenti.

Per quanto riguarda il DVR, cioè il documento di valutazione del rischio, può capitare che tu paghi un’azienda per ottenere il DVR e che questi si limitino a fare una passeggiatina in fabbrica, mettendo un ok di fianco all’elenco di tutte le macchine presenti.

Questo comportamento è potenzialmente molto pericoloso. In questo modo non ti avvertono di tutte le cose che in realtà non vanno. Non esiste una macchina che sia completamente ok. Il 100% non esiste. C’è sempre qualcosa che potrebbe causare danni, qual ora un operaio sia distratto. L’operaio che si fa male, in genere, non si fa male perché non è capace ma perché è distratto. L’operaio può distrarsi per miliardi di motivi, ha litigato con la compagna, ha litigato con il capo, c’è una dipendente carina e ci sta pensando…

Sono tantissime le fonti di distrazioni per chiunque!

Alla prossima, Ing. Claudio Delaini e Ing. Renato Delaini.

Guarda il video:

 

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *